Caso Siani: Cronologia degli avvenimenti

1) 23 settembre 1985:
in piazza Leonardo, alle 21 circa, viene ucciso Giancarlo Siani, cronista del quotidiano «IL MATTINO», corrispondente da Torre Annunziata.

2) 27 settembre 1985:
è arrestato Alfonso Agnello, di Torre Annunziata. Diversi testimoni riconoscono in lui uno dei due killer.

3) 4 ottobre 1985:
Agnello viene scarcerato. Avrebbe un alibi di ferro: due vigili urbani di Castellammare lo fermano un’ora prima del delitto su un ciclomotore con un amico e lo contravvenzionano.

4) 13 settembre 1986:
il procuratore generale della Repubblica Aldo Vessia avoca a sé l’istruttoria sull’omicidio, sconfessando il lavoro fin qui svolto dalla procura della Repubblica.

5) 19 ottobre 1987:
su ordine di cattura del Procuratore generale Aldo Vessia, vengono arrestati Giorgio Rubolino, Giuseppe Calcavecchia e Ciro Giuliano.

6) 20 novembre 1987:
l’inchiesta viene formalizzata e trasmessa all’ufficio del Giudice Istruttore. Viene incaricato il dottor Guglielmo Palmeri.

7) 22 dicembre 1988:
il giudice istruttore Guglielmo Palmeri termina il suo lavoro: proscioglie Alfonso Agnello per insufficienza di prove, Giorgio Rubolino, Giuseppe Calcavecchia e Ciro Giuliano per non aver commesso il fatto. Sentenza confermata dalla sezione istruttoria della Corte di Appello e dalla Corte di Cassazione.

8) 21 novembre 1989:
la prima commissione referente del Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno dei giudici, vota all’unanimità il trasferimento del Procuratore Generale Aldo Vessia. A suo carico, nel procedimento disciplinare che è stato avviato, ci sono quasi 100 incolpazioni (le incriminazioni disciplinari dei giudici). L’alto magistrato, per evitare l’onta della decisione del Plenum del Csm, chiederà autonomamente il trasferimento, interrompendo così l’iter del procedimento disciplinare. Se ne andrà a Roma, a presiedere una sezione della Corte di Cassazione, dove diventerà procuratore aggiunto.

9) 19 agosto 1993:
nel carcere di Secondigliano (Napoli) un detenuto affiliato al clan di Valentino Gionta, Salvatore Migliorino, manifesta la chiara intenzione di voler collaborare con la giustizia. Il camorrista dice di conoscere i nomi dei killer di Giancarlo Siani. Lo confessa al pm antimafia, Armando D’Alterio, che riapre le indagini sull’omicidio.

10) 4 settembre 1993:
i fascicoli relativi all’inchiesta sull’omicidio Siani ritornano sul tavolo di un sostituto procuratore della Repubblica. Fino a qualche mese prima lo stesso processo era stato tra le mani del pm Maria Vittoria De Simone, che aveva effettuato una serie di riscontri relativi ad un’ipotesi di connessione tra il delitto del cronista ed eventuali responsabilità del sindaco di San Giuseppe Vesuviano. Ipotesi subito tralasciata perché inconsistente.

11) 15 ottobre 1993:
dall’inchiesta Siani nasce l’indagine collaterale sulle connivenze tra mondo politico e criminale, scaturita dalle dichiarazioni del pentito Salvatore Migliorino e dai successivi accertamenti: scatta il primo blitz di «Mani pulite» formato vesuviano. È la tangentopoli oplontina: 17 fra imprenditori e amministratori locali, funzionari comunali e camorristi finiscono in carcere. Per la seconda volta viene incriminato l’ex sindaco socialista Domenico Bertone, latitante dal mese di luglio, sfugge all’arresto.

12) 5 novembre 1993:
seconda ondata di arresti per la tangentopoli oplontina. Altre sette persone finiscono dietro le sbarre. Ancora una volta, la terza, Bertone è destinatario di un provvedimento restrittivo.

13) 14 novembre 1993:
l’ex sindaco Domenico Bertone decide di costituirsi al pm D’Alterio. Arriva all’aeroporto di Napoli-Capodichino con un volo di linea dell’Air France: si capisce - e lo ammetterà egli stesso - che durante la latitanza è stato in Francia, in Costa Azzurra. Ad attenderlo, sulla pista, lo stesso sostituto procuratore e il suo difensore di fiducia, l’avvocato Nicolas Balzano, costretto a seguirlo su un’altra auto. Immagina che in questo modo il pm gli concederà subito almeno gli arresti domiciliari. Fa male i suoi conti: verrà scarcerato il 20 febbraio 1995, dopo 15 mesi.

14) 22 novembre 1993:
ultima ondata di arresti per «mani pulite vesuviana». In manette finiscono altre tre persone.

15) 16 dicembre 1993:
un poliziotto, Giovanni Manocchia, nell’ambito dell’inchiesta Siani, viene arrestato: l’accusa è di aver reso false dichiarazioni rese al pm. Tutto nasce per le dichiarazioni di un vigilantes, operato al cervello, che afferma di aver assistito ad un incontro tra il poliziotto e Giancarlo Siani, il 23 settembre 1985, poche ore prima del delitto. Il poliziotto, assolto da queste accuse, morirà per infarto qualche anno dopo.

16) 14 febbraio 1994:
il giudice dell’udienza preliminare Giovanna Ceppaluni, rinvia a giudizio tangentocrati e camorristi. Il dibattimento inizia il 15 giugno 1994: è il primo importante processo che si celebra nel neonato tribunale di Torre Annunziata.

17) novembre 1994:
Gabriele Donnarumma, cognato del boss Valentino Gionta, inizia a collaborare con la giustizia. Da lui verrà fuori il vero movente dell’omicidio di Giancarlo Siani, e i nomi degli altri componenti del commando di killer.

18) dicembre 1994:
informazioni di garanzia per Domenico Bertone e Valentino Gionta: il pm Armando rompe gli indugi e fa sapere loro che sono indagati per l’uccisione del giornalista de «Il Mattino» Giancarlo Siani. Per la prima volta la camorra entra ufficialmente nell’indagine sul delitto. Bertone, nel frattempo, ha già ricevuto un analogo provvedimento per associazione mafiosa: nasce un nuovo fronte investigativo, quello delle collusioni tra politici e camorristi. Per l’ex sindaco il sospetto di aver preso parte alla decisione di uccidere Siani, finirà in archivio.

19) 16 giugno 1995:
il pm Armando D’Alterio chiede ed ottiene dal gip Giovanna Ceppaluni un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 32 persone: sono accusate di essere mandanti ed esecutori di ben 11 omicidi.

20) 10 ottobre 1995:
Gli assassini di Giancarlo Siani hanno un volto e un nome. Su ordinanza di custodia cautelare del gip Giovanna Ceppaluni vengono arrestati per associazione mafiosa e omicidio di Giancarlo Siani, Valentino Gionta, Angelo Nuvoletta, Luigi Baccante detto Maurizio, Ciro Cappuccio, Armando Del Core, Gaetano Iacolare, Ferdinando Cataldo, Alfredo Sperandeo, Gabriele Donnarumma.

21) 15 ottobre 1996:
Davanti ai giudici della seconda sezione della corte di Assise di Napoli inizia il processo a killer mandanti dell’omicidio di Giancarlo Siani.

22) 15 aprile 1997:
La seconda sezione della Corte di Assise di Napoli condanna all’ergastolo Angelo Nuvoletta, Valentino Gionta, Luigi Baccante detto Maurizio (mandanti), Ciro Cappuccio, Armando Del Core (esecutori), Ferdinando Cataldo (sentenza annullata perché difeso da falso avvocato e successivamente condannato a 28 anni di carcere), 28 anni a Gabriele Donnarumma. Assolti Alfredo Sperandeo (secondo la richiesta del Pm) e Gaetano Iacolare.

23) 7 luglio 1999:
La prima sezione della corte di Assise di Appello di Napoli, non soltanto conferma la sentenza di primo grado, ma ribalta in condanna l’assoluzione per un altro componente del commando assassino, Gaetano Iacolare: 28 anni di carcere. Resta ora soltanto il giudizio nel diritto e non nel merito della suprema Corte di Cassazione.

24) 2000-2001:
La Corte di Cassazione conferma per tutti la sentenza della prima sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli, con l’eccezione della posizione di Valentino Gionta. Per il boss di Torre Annunziata si dovrà celebrare un nuovo processo di appello. Un’altra sezione della Corte di Assise di Appello si uniforma all’indirizzo della Suprema Corte, assolvendo dall’accusa di omicidio di Giancarlo Siani il boss oplontino.

25) Marzo-Aprile 2001:
I carabinieri arrestano Gaetano Iacolare. A poche settimane di distanza gli uomini della Direzione Investigativa Antimafia arrestano Angelo Nuvoletta. Per la prima volta, ufficialmente, in un comunicato della Procura della Repubblica, si riconosce all’assassino il ruolo di vero capo del clan di Marano, superiore addirittura alla figura del fratello Lorenzo, da sempre considerato il capo ufficiale della cosca mafioso-camorrista.

26) 21.02. 02
Roma / I Carabinieri di Napoli hanno arrestato l’ultimo killer di Giancarlo Siani – Armando del Core- deve scontare l’ergastolo.

27) 24.12.02
“ La Repubblica” Strada intitolata a Giancarlo Siani. Una strada dedicata a Giancarlo Siani, una strada del quartiere Arenella, il suo quartiere. Le ex rampe della Cerra, a poche centinaia di metri da villa Maio, il luogo in cui abitava e in cui fu ucciso il giornalista del Mattino il 23 Settembre dell’85. La decisione è del repubblicano Alfredo Ponticelli, assessore alla toponomastica, che ha preparato una delibera. << Una scelta- spiega Ponticelli- che avevamo in animo da tempo. Abbiamo scelto alla fine, una strada del suo quartiere, il quartiere Arenella.Ci si è sembrato giusto intitolare al giornalista Giancarlo Siani una delle strade che lui più frequentava, che lui conosceva molto bene>>.

28) 28.12.02
“Il Mattino” Marco Risi: << Io, nel mondo di Giancarlo>> Il regista lavora al film su Siani. Primi sopralluoghi a Napoli con Purgatori e Carrington: << Non sarà un inchiesta, ma il ritratto di un giovane>> << Vorrei raccontare i fatti che hanno preceduto la sua morte e i mali di una città>>

29) 11.01.03
Così il poliziotto aiutava la camorra. L’accusa il sottoufficiale aveva informato il Boss Iacolare di un ordinanza di cattura. Il sottoufficiale è Domenico Libarti.

30) 23.09.2007
l'inaugurazione del teatro Giancarlo Siani a Marano di Napoli.

31) 29.11.2007
La Prefettura di Latina ha autorizzato le intitolazioni proposte dalla Giunta Comunale di Minturno con la delibera n. 57 del 13 Marzo 2007 relativa al Piano di aggiornamento della toponomastica cittadina. Una strada della località turistica di Scauri (rione S. Albina) è stata dedicata al giornalista Giancarlo Siani, in accoglimento di una proposta avanzata dalla Commissione di esperti e sostenuta dall' Amministrazione in sede di definizione del progetto.

32) 11.3.2008
Scuola di Acerra (NA) 3° Circolo viene intitolata a Giancarlo Siani.