Mehari Italia 1999

(film corto)

Perché un film su Giancarlo Siani? Innanzitutto bisogna partire proprio dal protagonista: Giancarlo Siani. Era un giovane giornali-sta, un cronista per essere precisi, corrispondente del Mattino, maggiore quotidiano dell'Italia meridionale. Operava a Torre An-nunziata, cittadina di circa 80mila abitanti alle falde del Vesuvio, con una delle più alte densità camorristiche dell'hinterland na-poletano. Il 25 settembre del 1985 Siani aveva compiuto da qualche giorno 26 anni. E lo ammazzarono sotto casa, al Vomero, quartiere dove io sono nato e cresciuto. La cosa mi colpì moltis-simo. "Hanno ucciso uno come me" dicevo in cuor mio. E questo pensiero mi ha "perseguitato": di tanto in tanto mi ritornava alla mente. Nel frattempo facevo già parte dell'industria cinemato-grafica, posizione acquisita dopo una lunga gavetta. Fino a es-sere impegnato in produzioni cinematografiche di livello mon-diale. Il mio sogno si era realizzato. La parola sogno mi riportò alla mente Giancarlo Siani. Anche lui aveva un sogno: quello di di-ventare giornalista a tutti gli effetti, giornalista professionista come si dice nel mondo dell'informazione. Fu questa la scintilla per l'idea di un cortometraggio su Siani. Il primo e, finora, unico nel genere. Iniziai pertanto a lavorare su soggetto e sceneggiatura. Ma mi resi immediatamente conto che mi mancava la conoscenza del personaggio, dell'uomo. Parlan-do in casa del progetto in cantiere, venne fuori il problema delle conoscenze di un mondo che, ai più, è del tutto sconosciuto. Mi mancava il linguaggio, la giornata tipo di un cronista. Fu così che a mia madre venne in mente una sua vecchia amica proprietaria di un ristorante proprio accanto al "Mattino". "Non ti preoccupare - mi disse - chiedo a lei che sicuramente conoscerà qualche giornalista in grado di darti le necessarie in-formazioni".<>

Così, trascinadosi dietro anche mio padre, il sabato sera suc-cessivo si fiondò nel ristorante. C'era un trio che suonava. Mia madre parlò con la sua amica e lei, immediatamente, si voltò verso uno dei musicisti e disse che quello con il "flauto in bocca" era proprio un amico di Siani. Come si dice: il cacio sui mac-cheroni. Era Maurizio Cerino: il primo contatto lo ebbe con mia madre e, vi garantisco, è difficile sfuggirle. Non ci riuscì nemmeno un cronista di nera consumato come Cerino. Il quale, meschino, pensava ad uno scherzo. Quando ci incontrammo, una domeni-ca sera allo studio di mio padre in via Orazio, una delle strade più panoramiche di Napoli, cambiò faccia.

Napoletano fino al midollo, Cerino, dopo avermi ascoltato con attenzione, mi fece un avvertimento: "Ogni volta che qualcuno mette mano alla storia di Siani, capita qualcosa". La malasorte, insomma. Gli rispose che la cosa si faceva ancor più intrigante e quindi mi sentivo maggiormente motivato ad andare avanti. Ci volle poco per convincermi la preparazione di Cerino sul ca-so aveva abbondantemente superato le mie aspettative pertanto gli dissi bene mettiamoci a lavoro inizieremo le riprese il prossimo Marzo.

Maurizio Cerino mi piacque subito; notavo in lui un desiderio veramente eccitante di veder subito concretizzato quanto ancora era in fase embrionale. E fu preziosa anche la sua consulenza sul set, dove, con grande timidezza, mi chiese di poter venire: prese un periodo di ferie al giornale per seguire le riprese. L'agitazione del primo ciack, e poi mi ricordo anche un suo momento di commozione quando vide all'interno di un capannone di "Cinecittà studios" la Mehari verde parcheggiata, con la stessa targa di quella di Giancarlo, pronta per essere utilizzata in scena. Bene, in quel momento Maurizio si congelò, qualcuno lo chiamò ma lui non rispose continuava a fissare quella Mehari. "Gianfra - mi disse - mi pare di vederlo ancora lì dentro, con quel rivolo di sangue sulla faccia". La scelta dell'attore per impersonificare Giancarlo fu casuale: le agenzie di Roma, non avendo interesse a piazzare un attore per un "corto" non favorirono assolutamente la mia ricerca.

Ma la fortuna venne in mio aiuto: una domenica mi trovavo a Napoli al Vomero, in piazza Vanvitelli incontrai per puro caso Ales-sandro Ajello, amico di infanzia. Lo fissai con insolita intensità e lui, giustamewnte perplesso, mi chiese se per caso c'era qualcosa che non andava. Gli dissi di no e gettai subito la proposta: "Alessandro ti va di fare un provi-no? Per un corto". Lui accettò e, superata la prova, arrivò a Cine-città per girare la scena della redazione ricostruita a "Cinecittà studios".

Il vice capo cronista, dal quale dipendeva direttamente Gian-carlo Siani da quando lavorava non più alla redazione di Ca-stellammare, ma a quella di via Chiatamone, fu Nello Mascia, mia conoscenza nata sul set in Belgio del film di Verdone "Sono pazzo di Iris Blond". Dopo l'annuncio alla stampa della realizzazione del corto ci fu un'attenzione che superò abbondantemente le mie aspettative. Nel frattempo andai a Malta, come unit manager per le riprese del film "U-571", un kolossal di guerra ambientato nel 1945. Du-rante le rirpese del film la redazione di TG3-Rai prese contatti con me, per un'intervista, dopo che tutti i quotidiani, Mattino in testa avevano già dato ampio risalto alla notizia.

Di Mehari se ne parlò, quindi, anche al TG3 nazionale e regio-nale.

L'attenzione per il corto era decisamente alta, troppo alta per il tipo di prodotto che avevo realizzato; pertanto decisi di rilanciare ed organizzai altri tre giorni di riprese con una scena ambientata a Napoli in maniera tale da renderlo più completo e degno delle attenzioni riservate. La prima di Mehari fu agli "Incontri internazionali di cinema di Sorrento 1999" e, successivamente, a Taormina nel 2000 ha rice-vuto la menzione della stampa specializzata al nastro d'argento.

Numerose le recenzioni favorevoli che ha collezionato Mehari, in occasione delle proiezioni fatte in sala e, in particolare al ci-nema Ambasciatori di Napoli, in testa al film di Gabriele Salva-dores "Denti".

Ad ogni modo la storia di Mehari è molto più complessa di quanto ho raccontato. Una curiosità: il costo è al di fuori della media dei prodotti della sua categoria: oltre i 100 milioni di lire.

Ecco, quindi il cast tecnico ed artistico. E, se siete interessati a vederlo, al sito www.europeanfilmcommission.com, entro la fine del 2001 sarà on line sul web.

Gianfranco De Rosa MEHARI

- ITALIA 1999.
PRODOTTO E DIRETTO DA
GIANFRANCO DE ROSA

SCENEGGIATURA : MAURIZIO CERINO

DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA : SEBASTIANO DE PASCALIS

MONTAGGIO: ALESSANDRO CERQUETTI

COSTUMI: LUCIA LETTINI

SCENOGRAFIA : CINZIA SLEITER

MUSICHE : GIANCARLO MAURINO

SUONO IN PRESA DIRETTA : GAETANO CARITO

PERSONAGGI E INTERPRETI : G.SIANI ALESSANDRO AJELLO

VICE CAPO CRONISTA: NELLO MASCIA.
DANIELA ANGELA ADINOFLI

1° KILLER MIMMO CICOLECCHIA
2° KILLER POLDO GROSSI